da sant’elia all’alba del paesaggio

STORIA

La manifestazione “Da Sant’Elia all’Alba del Paesaggio”, caratterizzata da un panorama mozzafiato sospeso tra i monti Alburni e la valle del Sele

La posizione geografica dei luoghi della manifestazione “Da Sant’Elia all’Alba del Paesaggio”, caratterizzata da un panorama mozzafiato sospeso tra i monti Alburni e la valle del Sele, tra cielo e mare, con il golfo di Salerno sullo sfondo, esteso tra la penisola amalfitana, la cima del Vesuvio, l’isola di Capri fino a punta Ogliastro, ha indotto l’Amministrazione comunale ad ipotizzare il “vero sviluppo” del paese attraverso la valorizzazione ed il potenziamento del settore turistico – ricettivo collegato alla montagna. Altresì tale manifestazione produce risvolti, non secondari, sull’aspetto enogastronomico e la valorizzazione delle aziende locali, che già da tempo si sono “trasformate” in aziende biologiche, commerciando prodotti locali di eccellenza a “chilometro zero”. Ragion per cui si è ipotizzato di puntare sulla conoscenza e la valorizzazione delle risorse inutilizzate o sottoutilizzate, creando la manifestazione “Da Sant’Elia all’Alba del Paesaggio”, con ricorrenza annuale, i cui eventi vanno dalla prima settimana di Maggio fino alla fine di Giugno.

Perché Sant’Elia?

Da secoli il Santo Profeta viene venerato nel borgo medievale di Postiglione, in un evento che sin dalle origini ha coniugato la devozione popolare alla tradizione agricola e pastorale attraverso un ingente bagaglio di rituali, usanze, credenze e superstizioni che si conservano e ripropongono di anno in anno, di festa in festa. Un attestato dell’importanza del culto di Sant’Elia, nel territorio tutto degli Alburni, si riscontra in un evento documentato e registrato all’interno di uno dei tomi storici (XVIII sec.) conservati presso la Chiesa Madre di San Giorgio:

“Nel mese di maggio dell’anno 1755 fu una siccità dal di 22 marzo sino al suddetto giorno, nel quale venne la processione del Rev. clero di Controne con tutto quel popolo a impetrare da Dio pe intercessione del glorioso S. Elia la tanto necessaria, e sospirata pioggia, quale popolo li 29 del scorso Aprile era anco venuto procession al m.^te al Santuario del suddetto S. Elia sopra il monte, e se bene il di 30 Aprile scorso fu una leggier pioggia s’è di nuovo portata la supplica pe la pioggia Salutare, anco dal clero di Postiglione s’è fatto ricorso al Santo pe otto giorni, e domattina 7 di maggio 1755 si farà di nuovo ricorso con processione di Penitenza, sperando nella Divina misericordia che voglia ad intercessione della B. Verg. e de Santi ottener la gratia.”

“Dopo tanti ricorsi, e suppliche mandate al Sig.^re Iddio già il giorno dieci di Maggio 1755 s’è degnato il Sig. confortare questo popolo con una pioggia salutare sperando che voglia continuare a dispensarci le gratie la divina misericordia.”

Secondo un’antica leggenda, nota ormai solo a pochi anziani, dei pastori riconobbero l’effige del Santo in un busto di pietra trovato in una grotta a mezza costa circa del versante degli Alburni che sovrasta Postiglione. Essi, devoti, lo portarono nella Chiesa di Santa Maria, come in luogo più idoneo, ma con stupore di tutti scomparve e fu ritrovato nella grotta montana. Riportandolo nella chiesa, il fatto miracolosamente si ripeté.

Allora il popolo devoto di Postiglione, lasciando il busto di pietra là dove era stato trovato, ritenne opportuno far scolpire statua simile da tenere in chiesa per la devozione dei fedeli.”

Il giorno della solennità, la statua di Sant’Elia, preceduta da quella dell’Arcangelo San Michele e seguita da quella della Madonna, viene portata in processione in montagna con il popolo e la banda. Il sentiero che conduce alla grotta si snoda in uno scenario mozzafiato fatto di profonde gole, piante secolari, panorami suggestivi. Il tutto è arricchito dallo spettacolo offerto dalle statue dei Santi che, portate sulle spalle, risalgono la montagna verso la grotta tra le preghiere dei fedeli e i brani della banda. Al termine della funzione religiosa, nel piazzale e sui vari gradini naturali, è possibile consumare la colazione a sacco unendo il piacere della scampagnata al fascino della tradizione storica e religiosa.

Il piazzale dinanzi alla grotta è uno dei balconi degli Alburni più suggestivo, da cui è possibile vedere la Piana del Sele, la Costiera Amalfitana e nei giorni più tersi Capri; ed ovviamente il sottostante borgo medievale di Postiglione, da secoli fedele al culto del Santo.

 “Santu Liu re lu Pustiglionu, fa venì nu chiuppetonu senza lampi e senza truoni, senza mancu na grennena.”